Skip to content

La comunicazione commerciale via e-mail è possibile, ma ci deve essere sempre il consenso informato.

La comunicazione commerciale via e-mail è possibile, ma le persone devono prima essere informate. Devono altresì acconsentirvi preventivamente nel caso di persone fisiche o potersi opporre nel caso di professionisti.

Principio generale: consenso

La pubblicità via e-mail è possibile a condizione che le persone abbiano espresso il proprio consenso.

Il consenso deve essere libero, specifico, informato e inequivocabile . Per essere valido, richiede un’azione positiva e specifica da parte dell’interessato (ad esempio, una casella di controllo dedicata non preselezionata). L’accettazione delle condizioni generali d’uso non è sufficiente. L’accordo deve essere gratuito.

Esempio di informazioni su un sito web:

  • Accetto che le mie informazioni vengano utilizzate per comunicazioni commerciali.

Due eccezioni a questo principio:

  • Se la persona è già un cliente della società e se la ricerca riguarda prodotti o servizi simili forniti dalla stessa società. 

In una decisione sanzionatoria, tale eccezione non può essere invocata quando non è stata effettuata alcuna vendita o prestazione di servizio, anche quando il cliente ha creato un account online (ad esempio su un sito di e-commerce). La semplice creazione di un account, infatti, non significa che ci sarà un eventuale ordine di prodotti o servizi.

  • Se la comunicazione non è di natura commerciale (ad esempio caritatevole).

In questi due casi, la comunicazione può essere basata sul legittimo interesse dell’organizzazione. La persona deve, al momento della raccolta del proprio indirizzo di posta elettronica:

  • essere informato che il proprio indirizzo e-mail sarà utilizzato per scopi commerciali;
  • poter opporsi a tale utilizzo in modo semplice e gratuito al momento della raccolta dei dati e in qualsiasi momento, in particolare ogni volta che viene inviata una e-mail di comunicazione.

In tutti i casi

Il consenso preventivo o il diritto di opposizione siano raccolti tramite una casella di controllo. Se l’uso di una casella preselezionata è vietato in termini di ottenimento del consenso, si consiglia inoltre di utilizzare una casella predefinita non contrassegnata per consentire alle persone di opporsi.

Inoltre, ogni messaggio elettronico deve:

  • specificare l’identità dell’inserzionista;
  • offrire un modo semplice per opporsi alla ricezione di nuove sollecitazioni (ad esempio con un link per cancellarsi alla fine del messaggio).

Nota: queste regole, siano esse relative alla comunicazione con privati ​​o professionisti, sono applicabili anche alla comunicazione via fax.

Documentazione allegata

Condividi:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn

Comments are closed for this article!

Dal Blog

Articoli Correlati

Il Referente interno

Mansioni riservate alla persona di riferimento e collegamento, tra il Responsabile della Protezione Dati ed il Titolare. Al Referente Privacy sono attribuite almeno le seguenti

Nominare un DPO, 15 buoni motivi.

Il nuovo Regolamento Europeo introduce la figura del Responsabile della Protezione dei Dati, il DPO, sapere perchè e quando nominarlo è importante. Ecco dei buoni

Glossario GDPR

Quando si parla del nuovo Regolamento UE 2016/679 o GDPR (General Data Protection Regulation) si fa riferimento a tutta una serie di nuove definizioni, che

Questo sito utilizza solo ed esclusivamente cookie tecnici per garantirvi una migliore navigazione.